L'oro (GLD) ha corretto del 7,4% dai 4.696,82 dollari di inizio settembre, tornando verso area 4.348, pur restando piatto da inizio anno dopo il record di gennaio a 5.600 dollari. Il rialzo Fed atteso mercoledì, prezzato all'86% dal mercato, deciderà se il metallo tiene i livelli attuali. A sostenerlo restano flussi ETF record, 18 miliardi di dollari solo ad agosto, e acquisti delle banche centrali per 289 tonnellate nel trimestre. È una fase di verifica, non di rincorsa.
Il CPI USA di agosto è uscito al 3,4% annuo, abbastanza caldo da portare il mercato a prezzare all'86% un rialzo Fed di 25 punti base mercoledì: sarebbe il primo dal 2023, sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. Il rendimento del Treasury a 10 anni è già salito al 4,97%, il massimo dell'anno, alzando il costo-opportunità di detenere un asset che non paga interessi come l'oro.
La BCE ha già alzato i tassi di 25 punti base il 10 settembre, portando i depositi al 2,50%, e la BoJ dovrebbe fare lo stesso venerdì, dall'1% all'1,25%, per il petrolio sopra i 100 dollari legato al conflitto in Medio Oriente. Per l'oro è un doppio segnale: tassi più alti pesano nel breve, ma l'inflazione da shock energetico resta il motivo per cui le banche centrali continuano ad accumulare riserve auree.
| Indicatore | Valore | Var. |
|---|---|---|
| Rendimento Treasury 10 anni | 4,97% | massimo dell'anno, da 4,19% di gennaio |
| Correzione da massimo di settembre | -7,4% | da 4.696,82 a 4.348,33 dollari |
| Flussi ETF oro (agosto) | +18 mld $ | secondo mese migliore mai registrato (World Gold Council) |
| Acquisti banche centrali (Q2 2026) | 289 tonnellate | Polonia e Cina tra i maggiori compratori |
GLD (SPDR Gold Shares) quota 398,77 dollari, in calo del 13,5% negli ultimi sei mesi ma sostanzialmente piatto da inizio anno (+0,1%). L'oro spot ha corretto del 7,4% dai 4.696,82 dollari toccati a inizio settembre, tornando verso area 4.348. Il rendimento del Treasury a 10 anni al 4,97%, massimo dell'anno, resta il principale concorrente dell'oro come bene rifugio senza cedola.
Sul piano dei flussi il quadro resta solido: gli ETF globali sull'oro hanno raccolto 18 miliardi di dollari ad agosto, il secondo mese migliore mai registrato secondo il World Gold Council, portando il patrimonio a un massimo storico di 4.189 tonnellate. Le banche centrali hanno acquistato nettamente 289 tonnellate nel secondo trimestre 2026, con Polonia e Cina in testa, confermando la diversificazione dalle riserve in dollari. GDX, il paniere dei minatori auriferi, ha guadagnato il 13,3% da inizio anno, sovraperformando il metallo fisico grazie alla leva operativa sui margini. Goldman Sachs vede l'oro a 4.900 dollari entro fine anno, JPMorgan resta più aggressiva vicino ai 6.000.
La tesi su GLD non è inseguire un nuovo record, ma accumulare durante una fase di verifica: il metallo ha corretto il 7,4% dai massimi di settembre e resta piatto da inizio anno, ma la domanda strutturale è intatta, con 18 miliardi di dollari di flussi ETF ad agosto e 289 tonnellate acquistate dalle banche centrali nel trimestre.
La tesi regge finché la Fed non segnala l'inizio di un ciclo di rialzi prolungato: un singolo aggiustamento di 25 punti base mercoledì è già scontato dal mercato, mentre toni più aggressivi nella conferenza stampa o un Treasury sopra il 5% metterebbero sotto pressione il recupero avviato ad agosto.