← Torna a Institutional Insight
REPORT DEL GIORNO  ·  2026-08-25
China's growth imbalance worsened with domestic activity slowing in July
ING Bank N.V. - THINK Economic and Financial Analysis Lynn Song, Chief Economist Greater China 17 agosto 2026 Macro & Economia Rilevanza Alta
CinaCrescita economicaImmobiliareManifatturiero
Apri PDF
MESSAGGIO CHIAVE

La Cina continua a deludere sul fronte interno: i consumi ristagnano, gli investimenti calano ai minimi dal 2020 e il settore immobiliare non riesce ancora a trovare un fondo. L'unica eccezione positiva è la tecnologia avanzata, che cresce sia nella produzione industriale che negli investimenti, mentre tutto il resto rallenta più del previsto. Il Paese si sta spaccando in due velocità: chi lavora nell'economia digitale e delle nuove tecnologie e chi dipende ancora dal mattone e dai consumi tradizionali.

Analisi Approfondita
Il quadro generale: un luglio peggiore del previsto

Luglio 2026 ha consegnato un quadro economico più debole del previsto su quasi tutti i fronti dell'economia cinese interna. Il National Bureau of Statistics (NBS, l'ufficio statistico cinese) ha attribuito parte della debolezza agli effetti del maltempo, ma la realtà è che i dati sono risultati deludenti in modo continuativo dalla primavera. La Cina sta vivendo una cosiddetta divergenza a forma di K, cioè una situazione in cui due parti dell'economia si muovono in direzioni opposte: da un lato la tecnologia e l'industria avanzata crescono bene, dall'altro consumi, immobiliare e investimenti tradizionali sono in contrazione. Questo schema si sta accentuando mese dopo mese, e le autorità non hanno ancora messo in campo misure di stimolo sufficienti a invertire la tendenza nel breve periodo. Il rischio maggiore, secondo ING, è che la situazione continui a deteriorarsi nei prossimi mesi piuttosto che stabilizzarsi.

Gli investimenti fissi: crollo diffuso, solo la tecnologia tiene

Gli investimenti in asset fissi (FAI, cioè spese per costruire fabbriche, infrastrutture, edifici e macchinari) sono scesi del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente nei primi sette mesi del 2026, peggiorando rispetto al già negativo 5,7% del primo semestre. Si tratta del dato più basso da aprile 2020, periodo del primo lockdown da Covid. Il settore immobiliare è il più in crisi con un crollo del 19,2%, ma anche manifatturiero, infrastrutture e auto segnano dati negativi. L'unico settore in controtendenza è l'hi-tech, che accelera al 5% annuo, trainato da ferroviario, aerospaziale e comunicazioni. Il Politburo (l'organo di governo del Partito Comunista cinese) ha dichiarato di voler accelerare la spesa pubblica e l'utilizzo dei proventi delle obbligazioni statali, ma l'impatto concreto si vedrà, se mai, solo nella seconda metà dell'anno. Il settore privato resta il freno più pesante, con un calo degli investimenti del 9,4% anno su anno.

Consumi: tre forze che pesano oltre la semplice sfiducia

Le vendite al dettaglio (il principale termometro dei consumi delle famiglie) sono cresciute solo dello 0,6% annuo in luglio, in calo rispetto all'1,0% di giugno e ben al di sotto delle attese di mercato, che si aspettavano almeno l'1,5%. Dall'inizio dell'anno la crescita cumulata è appena dell'1,2%, un valore molto basso per un'economia che storicamente cresceva a ritmi ben più sostenuti. Tre dinamiche specifiche pesano sui consumi oltre alla bassa fiducia dei consumatori: la transizione verso i veicoli elettrici sta abbattendo le vendite di auto tradizionali (meno 17%) e di carburante (meno 7,6%); la crisi immobiliare trascina verso il basso mobili (meno 8,8%) e materiali per l'edilizia (meno 14,2%); infine il calo del prezzo dell'oro ha raffreddato le vendite di gioielli (meno 10,1%). Le politiche di stimolo ai consumi varate in precedenza (come il programma di permuta degli elettrodomestici usati) hanno esaurito il loro effetto propulsivo, e il governo non ha ancora introdotto nuove misure significative.

Produzione industriale: meglio degli altri indicatori, ma anche qui sorprese negative

La produzione industriale è cresciuta del 4,5% annuo in luglio, rallentando rispetto al 5,3% di giugno e risultando inferiore alle aspettative del mercato che puntavano al 5,0%. Nonostante il dato complessivo deluда, dentro i numeri si nasconde una storia molto diversa tra i settori. La manifattura avanzata (high-tech manufacturing) ha accelerato al 16,9% annuo, spinta da computer e elettronica a più 19,1%, ferroviario e aerospaziale a più 13,6%, e robot industriali a più 30,2%. I veicoli elettrici (NEV, new energy vehicles) sono cresciuti del 29,9% e i semiconduttori del 20,7%: numeri che fotografano una Cina sempre più proiettata verso l'economia del futuro. Di contro, i settori legati al vecchio motore di crescita cinese (cemento meno 11,6%, acciaio meno 4,1%, vetro piano meno 3,6%) restano in forte calo, riflettendo la crisi strutturale del settore immobiliare e delle costruzioni.

Immobiliare: nessun fondo ancora in vista, qualche segnale positivo nelle grandi città

I prezzi delle abitazioni nel campione delle 70 città monitorate dall'NBS hanno continuato a scendere in luglio, con un calo mensile dello 0,18% per le case nuove e dello 0,29% per quelle usate. Il mercato secondario (cioè le case già costruite e rivendute dai privati) è quello che pesa di più sui bilanci delle famiglie, e qui la situazione è ancora fragile: solo 8 città su 70 hanno visto prezzi stabili o in salita, il dato più basso degli ultimi cinque mesi. Un segnale leggermente più incoraggiante viene dalle grandi metropoli di primo livello (come Pechino, Shanghai, Shenzhen), dove i prezzi sembrano tenere meglio, ma non è ancora sufficiente per dichiarare un fondo del mercato. Gli investimenti immobiliari restano in forte calo (meno 19,2%), e finché le scorte di invenduto rimangono elevate e i prezzi non toccano un minimo stabile, le amministrazioni locali faticano anche a raccogliere entrate dalla vendita dei terreni edificabili, creando un circolo vizioso che si autoalimenta.

I rischi da tenere d'occhio

Il rischio principale è che la debolezza dell'economia interna cinese si prolunghi oltre le attese, soprattutto in assenza di stimoli fiscali significativi per i consumi. Il Politburo ha segnalato intenzione di accelerare la spesa pubblica, ma i tempi di attuazione sono incerti e l'impatto potrebbe arrivare troppo tardi per sostenere i dati del terzo trimestre. Il settore immobiliare rimane la principale incognita strutturale: finché i prezzi non toccano un fondo credibile, le famiglie cinesi si sentiranno più povere (per effetto del cosiddetto wealth effect, cioè l'influenza del valore del proprio patrimonio sul desiderio di spendere) e continueranno a ridurre i consumi discrezionali. Sul fronte positivo, la forza dell'export e dell'industria tecnologica offre una parziale compensazione, ma non è sufficiente a sostenere l'intera economia da sola.

Implicazioni per i Mercati

Il quadro che emerge dal report è quello di un'economia cinese che fatica a trovare un equilibrio interno stabile, con il settore tecnologico che corre mentre tutto il resto frena. Per chi investe, questo significa guardare con favore ai titoli della filiera tecnologica cinese (semiconduttori, robot industriali, veicoli elettrici per l'export) e con maggiore cautela a tutto ciò che dipende dalla domanda interna, dall'immobiliare o dai consumi discrezionali delle famiglie. Lo yuan (la valuta cinese) potrebbe risentire della debolezza dei dati macro se le aspettative di stimolo fiscale dovessero essere deluse anche nei prossimi mesi. Da monitorare nelle prossime settimane: l'eventuale annuncio di misure di sostegno ai consumi da parte del governo cinese, l'evoluzione dei prezzi immobiliari nelle città di primo livello (che potrebbero essere il primo segnale di un fondo del mercato) e i dati di agosto sulle vendite al dettaglio, in particolare per l'oro, per capire se il rimbalzo dei prezzi del metallo giallo si è trasformato in acquisti reali.

Grafici del Report
Hi-tech FAI the lone bright spot amid broad-based deceleration of investment
Hi-tech FAI the lone bright spot amid broad-based deceleration of investment
Cosa mostra: Il grafico mostra l'andamento degli investimenti in asset fissi (FAI) dal 2023 al 2026 in variazione percentuale anno su anno cumulata, con tre serie: investimenti totali (arancione), manifatturiero (azzurro) e infrastrutture (marrone scuro). Tutte e tre le curve mostrano un netto deterioramento a partire dal 2026, con la linea degli investimenti totali che scende chiaramente in territorio negativo oltre il meno 5%, mentre le infrastrutture si avvicinano anch'esse allo zero e poi scendono.
Implicazione: Il grafico rende visivamente evidente la rottura avvenuta nel 2026 rispetto al trend degli anni precedenti: non si tratta di un rallentamento fisiologico ma di una contrazione vera e propria. Per chi investe in asset cinesi legati al settore delle costruzioni, delle infrastrutture tradizionali o del manifatturiero di base, questo segnala che la debolezza non è temporanea. Solo l'hi-tech regge, e questo rafforza la tesi di concentrare l'attenzione sui titoli tecnologici cinesi piuttosto che su quelli ciclici o legati all'edilizia.
Three forces are dragging China's consumptions beyond simply soft confidence
Three forces are dragging China's consumptions beyond simply soft confidence
Cosa mostra: Il grafico mostra la variazione percentuale annua cumulata di quattro categorie di vendite al dettaglio dal gennaio 2023 al luglio 2026: vendite totali al dettaglio (arancione), oro e gioielli (marrone scuro), automobili (azzurro chiaro) e mobili (rosa). Le automobili mostrano la discesa più pronunciata, scivolando verso il meno 10% nella parte finale del grafico, mentre oro e gioielli oscillano e mobili mostrano una tendenza al ribasso costante negli ultimi mesi.
Implicazione: Il grafico illustra plasticamente perché i consumi cinesi non riescono a riprendersi: non si tratta solo di sfiducia generica ma di tre categorie specifiche (auto, arredo casa, gioielli) che pesano enormemente sul totale e sono tutte in calo per ragioni strutturali diverse. Per gli investitori, questo suggerisce cautela sui titoli dei retailer cinesi e dei produttori di beni discrezionali per il mercato interno, mentre i brand esposti all'export potrebbero reggere meglio.
Industrial activity continues to outperform amid solid external demand and industrial upgrading themes
Industrial activity continues to outperform amid solid external demand and industrial upgrading themes
Cosa mostra: Il grafico traccia la variazione percentuale annua della produzione industriale dal gennaio 2022 al luglio 2026, con quattro serie: valore aggiunto industriale totale (arancione), computer e elettronica (blu scuro), auto (grigio) e semiconduttori (rosa). La linea dei semiconduttori e quella dell'elettronica mostrano valori molto elevati, con picchi tra il 20% e il 30% nell'area del 2026, mentre il valore aggiunto totale rimane stabile intorno al 5-10% e le auto mostrano alta volatilità con valori negativi in alcuni periodi.
Implicazione: Questo grafico è la migliore rappresentazione visiva della Cina a due velocità: mentre il totale cresce a ritmo moderato, i semiconduttori e l'elettronica accelerano a ritmi da economia emergente nella fase di decollo. Per chi segue i mercati, significa che le aziende cinesi della filiera dei chip, dei robot industriali e dei veicoli elettrici sono in una fase espansiva robusta, e questo potrebbe tradursi in opportunità su ETF o titoli esposti a questi settori, anche nel contesto della competizione tecnologica globale.
70-city property prices continued to slide in July
70-city property prices continued to slide in July
Cosa mostra: Il grafico mostra l'indice dei prezzi delle abitazioni residenziali in 70 città cinesi dal 2011 al 2026, con base 100 a gennaio 2011, per il mercato primario (case nuove, curva arancione) e secondario (case usate, curva azzurra). Il mercato primario aveva raggiunto un picco di circa 155-160 intorno al 2021 e da allora è sceso del 13,8% rispetto al picco. Il mercato secondario aveva toccato un massimo di circa 130 e ha perso il 23,2% rispetto al picco, portandosi vicino ai livelli del 2016.
Implicazione: Un calo del 23,2% dal picco per le case usate non è solo una statistica: significa che milioni di famiglie cinesi si sentono significativamente meno ricche rispetto a qualche anno fa, con un impatto diretto sulla loro propensione a spendere. Finché questo trend non si inverte, i consumi interni rimarranno compressi. Per gli investitori globali, questo grafico è un segnale di allarme sulla solidità del modello di crescita cinese nel medio termine e giustifica la prudenza su asset esposti al mercato immobiliare cinese e alle banche con elevata esposizione ai mutui.