← Torna a Institutional Insight
REPORT DEL GIORNO  ·  2026-09-09
G10 FX Talking: Dollar downtrend delayed
ING THINK Economic and Financial Analysis 7 settembre 2026 FX & Tassi Rilevanza Alta
Dollaro USAEuroYenSterlina
Apri PDF
MESSAGGIO CHIAVE

La Federal Reserve (la banca centrale americana) si appresta ad alzare i tassi di interesse di un ulteriore quarto di punto il 16 settembre, e questo darà al dollaro ancora un po' di fiato prima di indebolirsi. ING abbassa le previsioni per l'euro contro il dollaro a fine 2026 da 1,18 a 1,16, rimandando al prossimo anno la vera svolta ribassista sul biglietto verde. In pratica: il dollaro resta forte ancora qualche mese, ma il trend di lungo periodo resta quello di un suo indebolimento graduale.

Analisi Approfondita
Il quadro generale: il dollaro guadagna tempo

Il tema centrale di questo report è semplice: il dollaro americano avrebbe dovuto iniziare a scendere, ma un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed lo tiene in vita più a lungo del previsto. ING rivede al ribasso la previsione EUR/USD (quanti dollari vale un euro) a fine 2026, portandola da 1,18 a 1,16, perché tassi americani più alti rendono il dollaro più attraente per gli investitori che cercano rendimento. Il segnale decisivo è arrivato dal discorso aggressivo di Kevin Warsh a Jackson Hole, il simposio annuale delle banche centrali, che ha convinto i mercati di un prossimo rialzo. ING prevede poi che la Fed non taglierà i tassi prima del secondo trimestre del 2027, quando l'inflazione americana dovrebbe essere tornata vicino al 2%, l'obiettivo considerato sano per un'economia in equilibrio. Nel frattempo, anche la BCE (la banca centrale europea) alzerà i tassi al 2,50% il 10 settembre, ma questa mossa potrebbe risultare meno efficace del previsto a causa delle tensioni politiche in Francia, dove si avvicinano elezioni importanti e le pressioni sui titoli di stato francesi aumentano.

Come si muovono le principali coppie valutarie

Sul fronte EUR/USD, il cambio quota 1,1623 con un orientamento ribassista nel breve: ING prevede 1,15 a un mese, con successiva risalita verso 1,19 in un anno. Lo yen giapponese è invece il protagonista più complesso: USD/JPY quota 155,50 e il mercato scommette su una Banca del Giappone (BoJ) sempre più aggressiva nel rialzare i tassi, con aspettative che i tassi OIS (overnight index swap, ovvero i tassi attesi sui prestiti a brevissimo termine) raggiungano il 2% la prossima estate. Questo ha già trascinato il cambio dollaro/yen verso area 155, ma ING ritiene che molte buone notizie per lo yen siano già incorporate nei prezzi, e prevede un range 155-160 nel breve. La sterlina britannica (GBP) è sostenuta dal tasso di deposito al 3,80%, che la rende attraente per chi parcheggia liquidità, ma l'attenzione si sposterà sul budget del nuovo cancelliere John Healey il 28 ottobre, con il rischio che eventuali aumenti di tasse pesino sulla valuta.

Le valute scandinave e periferiche: NOK brilla, SEK sotto pressione

Il report dedica spazio anche alle valute nordiche, spesso trascurate dai piccoli investitori ma molto indicative dello stato dell'economia globale. La corona norvegese (NOK) è vista positivamente grazie ai prezzi elevati di petrolio e gas, che alimentano le entrate della Norvegia: EUR/NOK dovrebbe scendere da 10,79 verso 10,50 nell'arco di un anno, segnalando un apprezzamento della corona. La corona svedese (SEK) è invece sotto pressione a causa dell'incertezza energetica legata al Medio Oriente: EUR/SEK quota 11,15 e ING si aspetta una discesa verso 10,60 a 12 mesi, ma il percorso è tutt'altro che lineare. Il franco svizzero (CHF) vive una situazione di equilibrio: la Banca Nazionale Svizzera (SNB) è tra le ultime a voler alzare i tassi, perché l'inflazione in Svizzera è bassa, ma il franco beneficia anche di flussi da cosiddetto 'debasement trade', ovvero la corsa degli investitori verso valute considerate sicure quando temono che i governi stiano svalutando le proprie monete stampando troppo denaro.

I rischi da tenere d'occhio

Il report identifica diversi rischi capaci di scompaginare le previsioni. Il primo è geopolitico: le tensioni in Medio Oriente, con il conflitto USA-Iran come scenario di riferimento, tengono alti i prezzi dell'energia e condizionano le scelte di molte banche centrali. Il secondo rischio è politico europeo: le elezioni francesi previste a marzo potrebbero alimentare volatilità sui titoli di stato francesi (i BTP transalpini, per intenderci), rendendo il rialzo dei tassi BCE meno efficace del previsto. Il terzo riguarda il Giappone: se Washington e Tokyo dovessero raggiungere un accordo formale di politica valutaria, lo yen potrebbe apprezzarsi molto più rapidamente di quanto ING preveda, con ricadute forti su EUR/JPY e USD/JPY. Infine, il budget britannico di ottobre rappresenta un test di credibilità fiscale per il governo UK, con potenziale impatto negativo sulla sterlina se emergessero misure percepite come dannose per la crescita.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Il calendario delle prossime settimane è denso di appuntamenti chiave. Il 10 settembre la BCE decide sui tassi, il 16 settembre tocca alla Fed, il 18 settembre è il turno della Banca del Giappone e il 24 settembre si riunisce la SNB svizzera: un vero e proprio 'settembre delle banche centrali'. ING si aspetta che il dollaro rimanga sostenuto almeno fino a inizio 2027, quando l'inflazione americana dovrebbe avvicinarsi al 2% e aprire la strada a tassi più bassi. Per chi segue i mercati valutari, la parola d'ordine è pazienza: il trend di lungo periodo punta verso un dollaro più debole e un euro più forte, ma il percorso passa per mesi di alta volatilità (oscillazioni di prezzo ampie e rapide) e decisioni di politica monetaria che possono cambiare le aspettative da un giorno all'altro.

Implicazioni per i Mercati

Il dollaro americano rimarrà sostenuto almeno fino ai primi mesi del 2027, il che significa che chi detiene asset in euro o altre valute G10 vedrà probabilmente rendimenti ridotti dalla conversione in dollari nel breve periodo. Lo yen giapponese è la valuta da monitorare con maggiore attenzione: un accordo valutario USA-Giappone o una mossa a sorpresa della Banca del Giappone potrebbero innescare movimenti bruschi e rapidi, con ricadute su tutte le coppie che coinvolgono lo yen. La sterlina britannica affronta un appuntamento chiave con il budget di ottobre, che potrebbe indebolirla se il governo scegliesse politiche fiscali percepite come frenanti. Le valute legate alle materie prime energetiche, in particolare la corona norvegese, offrono il miglior profilo rischio-rendimento nel G10 secondo ING, grazie al sostegno strutturale dei prezzi di petrolio e gas.

Grafici del Report
Grafico EUR/USD con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/USD con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico mostra l'andamento storico del cambio EUR/USD dal 2023 al 2026 (linea grigia), con la proiezione arancione di ING e quella azzurra dei mercati forward (contratti che fissano oggi il prezzo futuro) che si estendono fino al 2027. La linea storica oscilla in un range tra circa 0,95 e 1,15, con una risalita marcata verso 1,15-1,20 nel 2025-2026, e le previsioni indicano una continuazione graduale verso area 1,20 entro il 2027.
Implicazione: Il grafico conferma che l'euro si è ripreso rispetto ai minimi storici contro il dollaro, ma la risalita sarà lenta e non lineare. Il fatto che le previsioni ING (arancione) siano leggermente più basse rispetto ai forward di mercato (azzurro) suggerisce che ING è più cauta sul recupero dell'euro: chi investe in asset denominati in euro dovrebbe tenere presente che il rimbalzo non sarà immediato. Il livello 1,15 a un mese è la soglia chiave da monitorare.
Grafico USD/JPY con previsioni ING e mercato
Grafico USD/JPY con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico mostra USD/JPY dal 2023 al 2027: la linea storica grigia sale da circa 110 nel 2023 fino a picchi intorno a 165-170 nel 2024-2025, per poi ripiegare verso 155 nel 2026. Le previsioni ING (arancione) mostrano una lieve discesa graduale verso 157 entro fine 2027, mentre i forward di mercato (azzurro) indicano un percorso simile ma leggermente più ribassista.
Implicazione: Lo yen ha già recuperato molto dai massimi storici, ma ING non si aspetta una caduta rapida del dollaro contro yen nel breve. Chi punta su un ulteriore rafforzamento dello yen deve sapere che buona parte delle buone notizie è già nei prezzi, e che servirà una svolta decisa della Banca del Giappone per rompere verso il basso la soglia di 155.
Grafico GBP/USD con previsioni ING e mercato
Grafico GBP/USD con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico illustra GBP/USD dal 2023 al 2027: la sterlina parte da circa 1,10 nel 2023, risale fino a circa 1,35-1,40 nel 2025, e poi flette leggermente verso 1,30-1,35 nel 2026. La linea arancione (ING) indica una continuazione verso 1,32 entro fine 2027, in linea con i forward di mercato (azzurro) che mostrano un percorso molto simile.
Implicazione: La sterlina ha raggiunto livelli elevati grazie ai tassi alti e alla relativa stabilità economica del Regno Unito, ma ING vede rischi al ribasso legati alla politica fiscale. Il budget di ottobre sarà il vero banco di prova: se il governo aumenterà le tasse in modo percepito come frenante per l'economia, GBP/USD potrebbe scendere più rapidamente verso 1,30.
Grafico EUR/JPY con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/JPY con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico mostra EUR/JPY dal 2023 al 2027: la linea grigia parte da circa 130 nel 2023, sale con forza fino a circa 190-195 nel 2025-2026, e poi inizia a scendere verso 180. Le previsioni ING (arancione) indicano una lieve risalita verso 187 entro fine 2027, mentre i forward (azzurro) proiettano un cammino leggermente più piatto attorno a 185-187.
Implicazione: EUR/JPY ha vissuto un rally impressionante negli ultimi anni, riflettendo la divergenza tra politiche monetarie europea e giapponese. Ora che la BoJ si sta muovendo verso tassi più alti, il rischio di una correzione brusca esiste ma è limitato, secondo ING. Chi detiene posizioni su questo cross deve monitorare attentamente le notizie di intervento valutario da parte delle autorità giapponesi e americane.
Grafico EUR/GBP con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/GBP con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico copre EUR/GBP dal 2023 al 2027, con la linea storica grigia che oscilla in un corridoio stretto tra 0,82 e 0,92, stabilizzandosi intorno a 0,85-0,86 nel 2026. La linea ING (arancione) punta decisamente verso l'alto, fino a 0,90 entro fine 2027, mentre i forward di mercato (azzurro) indicano un recupero più moderato verso 0,87-0,88.
Implicazione: ING è più ottimista del mercato su una risalita dell'euro contro sterlina nel medio periodo. La sterlina è oggi molto apprezzata grazie ai rendimenti reali attraenti (rendimento corretto per l'inflazione), ma ING ritiene che il rallentamento dell'economia UK e la politica fiscale possano gradualmente erodere questo vantaggio. Il livello 0,90 a 12 mesi è un target ambizioso che richiederebbe un cambio di narrativa sulla politica monetaria britannica.
Grafico EUR/CHF con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/CHF con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico mostra EUR/CHF dal 2023 al 2027: la linea storica grigia parte da circa 1,05 nel 2023, scende progressivamente fino a circa 0,93-0,94 nel 2025-2026, con movimenti molto volatili. Le previsioni ING (arancione) e i forward di mercato (azzurro) convergono verso un recupero molto graduale verso 0,95 entro fine 2027.
Implicazione: Il franco svizzero è rimasto forte, beneficiando sia del suo status di valuta rifugio (moneta verso cui gli investitori si spostano nei momenti di paura) sia della cautela della SNB. A questi livelli EUR/CHF è quasi in equilibrio, e ING non vede grandi movimenti: per chi cerca stabilità nel portafoglio, il franco rimane un'ancora, ma non offre grandi opportunità di guadagno nel breve.
Grafico EUR/SEK con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/SEK con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico copre EUR/SEK dal 2023 al 2027: la linea grigia mostra alta volatilità, con picchi intorno a 11,50-12,00 nel 2023-2024 e poi una discesa verso 11,00-11,15 nel 2026. La linea ING (arancione) proietta una discesa verso 10,60 entro fine 2027, mentre i forward (azzurro) indicano un percorso leggermente meno ribassista, intorno a 11,00.
Implicazione: ING è più ottimista del mercato sulla corona svedese nel medio periodo, ma riconosce che il rischio energetico legato al Medio Oriente può mantenere alta la volatilità nel breve. La divergenza tra previsione ING e forward di mercato segnala incertezza: chi opera su questa coppia dovrebbe seguire da vicino i dati sull'inflazione svedese (CPIF) e le decisioni della Riksbank.
Grafico EUR/NOK con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/NOK con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico mostra EUR/NOK dal 2023 al 2027: la linea grigia parte da circa 9,50 nel 2023, sale fino a picchi di 11,50-12,00 nel 2024, poi scende verso 10,70-10,80 nel 2026. Le previsioni ING (arancione) indicano una discesa verso 10,50 entro fine 2027, più aggressiva rispetto ai forward di mercato (azzurro) che si stabilizzano intorno a 11,00.
Implicazione: ING crede nella corona norvegese più di quanto faccia il mercato nel suo complesso, grazie alla solidità del settore energetico norvegese. Il livello 10,50 a 12 mesi rappresenta un apprezzamento significativo della NOK: chi vuole esporsi a una valuta commodity (legata ai prezzi delle materie prime) in un contesto di prezzi energetici elevati, la corona norvegese è il candidato più solido del G10 secondo questo report.
Grafico EUR/DKK con previsioni ING e mercato
Grafico EUR/DKK con previsioni ING e mercato
Cosa mostra: Il grafico mostra EUR/DKK dal 2023 al 2027 in un range molto stretto tra 7,42 e 7,50: la linea grigia storica oscilla intorno a 7,44-7,48, con un picco recente verso 7,475-7,480. Le previsioni ING (arancione) mostrano una leggera discesa verso 7,46, mentre i forward (azzurro) indicano un percorso leggermente più alto verso 7,47.
Implicazione: La corona danese (DKK) è ancorata all'euro tramite un meccanismo di cambio fisso (il peg a 7,46), quindi il grafico è quasi piatto per definizione. Le piccole variazioni che si vedono riflettono le operazioni di intervento della banca centrale danese per mantenere il cambio stabile. Per un investitore, questo grafico conta poco come opportunità di trading, ma è utile per capire come funziona un regime di cambio fisso in pratica.