24 – 28 Ago 2026 Settimana corrente
Paese Tutti 🇺🇸 USA 🇪🇺 Eurozona 🇬🇧 UK 🇯🇵 Japan 🇨🇳 China
Impatto Tutti 🔴 Alto 🟡 Medio 🟢 Basso
Luglio 2026
Executive Summary · Luglio 2026
Luglio 2026 è il mese in cui due shock opposti si sono incrociati, e il secondo ha cancellato il primo in dieci giorni. Nella prima metà del mese i dati hanno raccontato una disinflazione più rapida del previsto: il CPI americano di giugno è uscito al 3,5% annuo contro il 3,8% atteso, in calo dal 4,2% di maggio, con il core al 2,6% e un indice mensile in contrazione dello 0,4% grazie a un crollo del 5,7% della componente energetica. Nella seconda metà lo stesso canale si è riaperto in senso inverso: gli attacchi su due petroliere saudite nel Mar Rosso, la rotta alternativa allo Stretto di Hormuz, hanno spinto il Brent a chiudere sopra i 100 dollari il 23 luglio, oltre il 7% in una sessione. Il risultato è che il mercato obbligazionario ha invertito la lettura del ciclo: il rendimento a due anni è salito di 21 punti base in cinque sedute al 4,37% e la probabilità di un rialzo Fed alla riunione del 28-29 luglio è passata da circa l'11% del 15 luglio a oltre un terzo. Il regime macro di luglio è quindi crescita che rallenta e inflazione attesa che risale, la combinazione peggiore per una banca centrale: il NFP di giugno si è fermato a +57k contro +115k attesi, con revisioni per -74k sui due mesi precedenti e un tasso di partecipazione caduto al 61,5%, minimo da marzo 2021. La disoccupazione è scesa al 4,2% per il motivo sbagliato, cioè perché meno persone cercano lavoro. Sul fronte europeo la BCE ha lasciato tutti e tre i tassi invariati il 23 luglio con il deposito al 2,25%, e Lagarde ha precisato che il rialzo di giugno non era una mossa assicurativa ma la risposta a un problema di inflazione reale, mantenendo aperta la porta a settembre. Il Regno Unito ha visto il CPI scendere al 2,6%, minimo da marzo 2025, ma con i servizi ancora al 3,6% che tengono bloccato il MPC. La Cina ha deluso con un PIL del secondo trimestre a +4,3% annuo, il ritmo più lento da tre anni, e una composizione fragile: investimenti fissi a -5,7% nel semestre e immobiliare a -18%. Il Giappone ha visto il CPI risalire all'1,7% proprio per effetto del petrolio, mentre lo yen ha rotto quota 163 sul dollaro, ai livelli del 1986. Il mese si chiude con tre decisioni di politica monetaria in tre giorni, tutte prese dopo lo shock energetico e non prima.
USA
3.5%
CPI a/a (Giu)
Prec: 4,2% · atteso 3,8%
USA
+57K
NFP (Giu)
Atteso +115K · disoc. 4,2%
Eurozona
2.8%
HICP a/a (Giu)
Prec: 3,2% · core 2,4%
UK
2.6%
CPI a/a (Giu)
Prec: 2,8% · servizi 3,6%
Giappone
1.7%
CPI a/a (Giu)
Prec: 1,5% · BOJ all'1,00%
Cina
+4.3%
PIL Q2 a/a
Prec: +5,0% · atteso +4,5%
Release Principali del Mese
Data Paese Indicatore Impatto Attuale Stima Prec. Esito
1 Lug 🇪🇺 HICP Eurozona (Giu, flash) 2.8% 3.2% In discesa
1 Lug 🇺🇸 ISM Manifatturiero (Giu) 53.3 54.0 Miss
2 Lug 🇺🇸 NFP (Giu) + Disoccupazione +57K / 4.2% +115K +129K / 4.3% Miss
9 Lug 🇺🇸 Richieste iniziali sussidi (sett. 4 lug) 217k 217k In linea
14 Lug 🇺🇸 CPI (Giu) headline / core 3.5% / 2.6% 3.8% / 2.8% 4.2% / 2.9% Sotto stima
15 Lug 🇨🇳 PIL Q2 2026 +4.3% +4.5% +5.0% Miss
16 Lug 🇺🇸 Vendite al dettaglio (Giu) +0.2% m/m +1.0% m/m In rallentamento
17 Lug 🇪🇺 HICP Eurozona (Giu, finale) 2.8% / core 2.4% 2.8% 3.2% / core 2.6% Confermato
22 Lug 🇬🇧 CPI (Giu) UK 2.6% 2.8% In discesa
23 Lug 🇪🇺 BCE: decisione sui tassi Invariati Invariati Dep. 2.25% In linea
23 Lug 🇺🇸 Richieste iniziali sussidi (sett. 18 lug) 187k 209k Minimo del ciclo
24 Lug 🇯🇵 CPI (Giu) Giappone 1.7% 1.5% In risalita
29 Lug 🇺🇸 FOMC: decisione sui tassi Invariato (rialzo ~36%) 3.63% Da uscire
30 Lug 🇺🇸 PIL Q2 (avanzata) + Core PCE (Giu) +2.1% SAAR / 3.4% Da uscire
30 Lug 🇬🇧 BoE: decisione sui tassi Hold 3.75% (~86%) 3.75% Da uscire
31 Lug 🇯🇵 BOJ: decisione sui tassi Hold 1.00% 1.00% Da uscire
31 Lug 🇪🇺 HICP Eurozona (Lug, flash) 2.8% Da uscire
Come il Mese si è Tradotto nei Prezzi

Il fatto tecnico di luglio è che la curva americana si è spostata in alto su tutte le scadenze nella settimana del petrolio, e lo ha fatto guidata dalla parte breve. Il due anni, che è il tratto più sensibile alle attese sulla Fed, è salito di 21 punti base in cinque sedute: quando la parte breve corre più della lunga in risposta a uno shock di offerta, il mercato non sta scontando più crescita, sta scontando una banca centrale costretta a restare ferma o a stringere. Lo spread dieci meno due anni resta positivo ma sottile, intorno ai 36 punti base. Le aspettative di inflazione implicite a dieci anni sono salite solo al 2,26%, un livello che dice che il mercato considera lo shock energetico serio nel breve ma non ancora capace di disancorare le attese di lungo periodo: è la differenza fra un problema di prezzo relativo e un problema di regime. L'azionario ha assorbito il colpo in modo ordinato, con l'S&P 500 in calo di poco più di mezzo punto sulla settimana e il Nasdaq 100 più penalizzato, come è logico quando i tassi reali salgono e i multipli sulla crescita si comprimono. Il credito non ha dato segnali di stress, con lo spread high yield praticamente fermo. Il vero movimento resta valutario e riguarda lo yen, che ha rotto quota 163 contro dollaro portandosi ai livelli del 1986: con la BOJ all'1,00% e il due anni americano al 4,37%, il differenziale continua a lavorare contro la valuta giapponese e mantiene alto il rischio di un intervento delle autorità di Tokyo.

US 2Y
4.37%
16 lug: 4,16%
US 10Y
4.71%
16 lug: 4,57%
US 30Y
5.17%
16 lug: 5,09%
Spread 10Y-2Y
+0.36
Curva sottile
Breakeven 10Y
2.26%
Attese ancorate
Brent
100.69
Chiusura 23 lug, +7%
WTI
92.19
Chiusura 23 lug, +6%
S&P 500
7412
17 lug: 7458
Nasdaq 100
28128
17 lug: 28593
VIX
18.70
16 lug: 16,73
HY spread
2.77%
Nessuno stress
USD/JPY
oltre 163
Livelli del 1986
EUR/USD
1.1440
Stabile sul mese
GBP/USD
1.3446
Prima del CPI UK
Fonti: BLS, BEA, Census Bureau, ISM, Eurostat, BCE, ONS, NBS Cina, Bank of Japan, Federal Reserve, FRED St. Louis Fed. Dati di mercato aggiornati al 24 luglio 2026. Le righe marcate "Da uscire" sono release non ancora pubblicate alla data di redazione: la colonna Stima riporta il consenso o la probabilità implicita di mercato, non una previsione di SPfinance.
Q2 2026 (Aprile – Giugno 2026)
Temi Macro Dominanti del Trimestre
Shock Energetico da Guerra USA-Iran
Il conflitto in Medio Oriente e il tema dominante del Q2 2026. La benzina negli USA ha toccato +40,5% a/a, spingendo il CPI headline al 4,2%. In Europa l'energia ha accelerato a +10,9% a/a, costringendo la BCE a invertire la rotta. Il petrolio e il gas restano le variabili di rischio principali per il Q3.
BCE Inverte la Rotta: Primo Rialzo dal 2023
La BCE ha rialzato il Deposit Rate al 2,25% l'11 giugno, il primo aumento dal settembre 2023. Con il CPI area euro al 3,2% (massimo da tre anni) e il core a 2,5%, il ciclo di tagli avviato nel 2024-2025 e definitivamente archiviato. Il mercato prezza un possibile ulteriore rialzo nel Q3.
Fed Warsh: Pausa Hawkish, Rialzo a Dicembre in Gioco
Kevin Warsh, nuovo presidente della Fed, mantiene i tassi a 3,63% ma il dot plot rivisto porta il tasso mediano di fine 2026 al 3,8%, con 9 membri su 19 che anticipano almeno un rialzo. Il pivot dei tagli atteso a inizio 2026 e tramontato. Il PCE del 27 giugno e il prossimo banco di prova.
Manifattura USA: Espansione ai Massimi
ISM Manufacturing a 54,0 (massimo biennale) e PMI manifatturiero flash di giugno a 55,7 (massimo da 49 mesi). Il settore industriale USA beneficia di reshoring, spesa per la difesa e ciclo degli investimenti. In Europa il manifatturiero mostra solo timidi segnali di ripresa (PMI 51,3 a giugno).
Re-Inflazione Globale: Disinflazione Interrotta
CPI USA al 4,2%, EZ al 3,2%, UK stabile al 2,8%. Le aspettative di convergenza rapida verso i target del 2% sono svanite. Solo il Giappone (1,5%) e sotto il target per ragioni strutturali diverse. Il rischio inflazionistico dominera il dibattito di politica monetaria fino a fine 2026.
Valute e Mercati: Dollaro Forte, Yen Debole
Il dollaro si rafforza per effetto del differenziale tassi e del bias hawkish della Fed. L'EUR/USD subisce pressione dalla BCE che pero riflette inflazione importata, non forza economica. Lo yen rimane debole (152-155) con la BoJ ancora accomodante. L'oro beneficia del contesto di incertezza geopolitica.
Matrice Paesi · Q2 2026
Crescita / Inflazione / Tassi / Valuta vs USD
Paese GDP Trend Inflazione Bias Banca Centrale FX vs USD Equity Outlook
🇺🇸 USA ↗ Resiliente 4.2% · Shock energetico Pausa hawkish DXY Forte Bullish Mfg Prudente
🇩🇪 Germania ↘ Stagnazione 3.0% · In risalita ECB in rialzo EUR sotto pressione Laterale Neutro
🇫🇷 Francia = Debole 2.8% · In risalita ECB in rialzo EUR sotto pressione Misto Neutro
🇮🇹 Italia ↗ Moderata 2.5% · In risalita ECB in rialzo EUR sotto pressione Prudente Neutro
🇬🇧 UK ↘ Rallentamento 2.8% · Stabile BOE Attesa (7-2) GBP stabile Misto Neutro
🇯🇵 Giappone = Debole 1.5% · Sotto target BOJ · In attesa JPY debole Laterale Neutro
🇨🇳 Cina ↘ Lenta 1.2% · In ripresa PBOC · Accomodante CNY pressione Volatile Cauto
🇦🇺 Australia = Moderata 3.4% · Stabile RBA Pausa AUD rimbalzo Commodity play Prudente
Outlook Q3 2026 e Scenari
Scenario Base
Re-Inflazione + Banche Centrali in Attesa
L'energia si stabilizza nel Q3 con graduale attenuazione delle tensioni in Medio Oriente. Il CPI USA torna verso il 3% entro settembre. La Fed mantiene i tassi invariati fino a fine 2026, la BCE sospende i rialzi dopo luglio, la BoE potrebbe tagliare una volta in settembre se il PIL UK peggiora. Mercati azionari in regime di alta volatilita' con rotazione verso settori che beneficiano dell'inflazione (energia, difesa, industria). Nessun pivot globale prima del 2027.
45% Energia si stabilizza, CPI USA scende verso 3%, Fed ferma, un taglio BoE in autunno
Scenari Alternativi
Guerra si Allarga vs Cessate il Fuoco
Le due variabili chiave per il Q3 sono: l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente (petrolio) e il PCE/CPI USA di luglio-agosto (confermano o smentiscono la traiettoria inflazionistica).
15% Cessate il fuoco in Medio Oriente · energia crolla · inflazione cede · pivot globale accelerato entro Q4
40% Guerra si allarga, petrolio oltre $120 · seconda tornata rialzi globali (Fed e BCE) · recessione tecnica EZ in Q3
Analisi Approfondita per Area Geografica

Lettura di luglio 2026 per Stati Uniti, Eurozona, Regno Unito e Asia: cosa hanno detto i dati, cosa ne fa la banca centrale, cosa significa per le asset class. Clicca su un'area per aprirla.

🇺🇸
Stati Uniti
Disinflazione vera cancellata dal petrolio: il mercato passa dal taglio al rialzo in dieci giorni

Il mese americano si divide in due metà che raccontano storie opposte. Nella prima, il CPI di giugno pubblicato il 14 luglio ha sorpreso al ribasso su entrambe le componenti: headline al 3,5% annuo contro il 3,8% atteso, in netto calo dal 4,2% di maggio, e core al 2,6% contro il 2,8% del consenso. Il dettaglio importante è mensile: l'indice è sceso dello 0,4% dopo il +0,5% di maggio, e il motore è stato il -5,7% della componente energetica. Tradotto: la disinflazione di giugno è arrivata quasi tutta dal petrolio, non da un raffreddamento della domanda interna. Questo rende il numero fragile per costruzione, perché lo stesso canale può invertirsi in qualsiasi momento, ed è esattamente quello che è successo nella seconda metà del mese. Sul mercato del lavoro il quadro è più chiaro e più preoccupante: il NFP di giugno si è fermato a +57k contro un consenso di +115k, e le revisioni hanno tolto 31k ad aprile e 43k a maggio, per un totale di 74k in meno rispetto a quanto era stato comunicato. Il tasso di disoccupazione è scivolato dal 4,3% al 4,2%, ma il tasso di partecipazione è caduto di tre decimi al 61,5%, il livello più basso da marzo 2021: la disoccupazione è scesa perché si è ristretta la forza lavoro, non perché sia migliorata l'occupazione. La composizione settoriale conferma la debolezza, con il tempo libero e la ristorazione a -61k per un'assunzione stagionale sotto media, mentre servizi professionali (+36k), assistenza sociale (+25k) e sanità (+22k) hanno tenuto. Il salario orario medio è cresciuto dello 0,3% mensile a 37,64 dollari. Il paradosso è che le richieste iniziali di sussidi sono al minimo del ciclo, 187k nella settimana al 18 luglio: le aziende non licenziano, hanno semplicemente smesso di assumere, che è il profilo tipico di un mercato del lavoro che si congela invece di rompersi. Sul ciclo reale, l'ISM manifatturiero di giugno resta in espansione per il sesto mese a 53,3 ma rallenta dal 54,0, con i nuovi ordini a 56,0 dal 56,8. I consumi hanno dimezzato il passo, con vendite al dettaglio di giugno a +0,2% mensile dal +1,0% di maggio, mentre la produzione industriale è quasi piatta e l'edilizia residenziale ha rimbalzato del 19% mensile a 1,427 milioni di cantieri avviati. Il PIL del primo trimestre resta a +2,1% annualizzato e la prima stima del secondo arriva il 30 luglio. Da qui la posizione difficile della Fed alla riunione del 28-29 luglio: crescita che rallenta, occupazione che si ferma, inflazione realizzata in discesa, ma un nuovo shock di offerta energetica che rimette in gioco i prezzi. La probabilità implicita di un rialzo è passata da circa l'11% del 15 luglio a oltre un terzo, e con il PPI ancora al 5,5% annuo il canale dei costi alla produzione non è chiuso.

Fed Funds (effettivo)
3.63%
FOMC: 28-29 lug
CPI a/a (Giu)
3.5%
Prec: 4,2%
Core CPI a/a (Giu)
2.6%
Atteso 2,8%
Core PCE a/a (Mag)
3.4%
Giu: 30 lug
NFP (Giu)
+57k
Atteso +115k
Disoccupazione
4.2%
Partecip. 61,5%
Sussidi iniziali
187k
Minimo del ciclo
ISM Manifatturiero
53.3
Prec: 54,0
Vendite dettaglio
+0.2% m/m
Prec: +1,0%
PPI a/a (Giu)
5.5%
Prec: 6,0%
PIL Q1 SAAR
+2.1%
Q2: 30 lug
Prob. rialzo lug
~36%
15 lug: ~11%
🇪🇺
Eurozona
BCE ferma al 2,25% con la porta aperta a settembre: il rialzo di giugno non era assicurativo

L'area euro arriva a fine luglio con la migliore combinazione dei quattro blocchi analizzati, ma è una posizione più fragile di quanto i numeri suggeriscano. L'HICP di giugno ha segnato il 2,8% annuo, la prima discesa dell'anno dal 3,2% di maggio, e il dato finale del 17 luglio ha confermato la stima flash. La composizione è quella giusta: il core è scivolato dal 2,6% al 2,4%, gli alimentari dall'1,9% all'1,5%, e soprattutto l'energia ha decelerato dal 10,8% all'8,5%. Il problema è che quel raffreddamento energetico è stato misurato prima che il Brent superasse i 100 dollari, quindi la stima flash di luglio prevista per il 31 è il primo numero che conterà davvero. La BCE ha lasciato tutti e tre i tassi invariati nella riunione del 23 luglio: deposito al 2,25%, rifinanziamento principale al 2,40%, marginale al 2,65%. Il punto politicamente rilevante è come Lagarde ha inquadrato il rialzo di giugno: non una mossa assicurativa, ma la risposta a un problema di inflazione concreto, con il ritorno al target atteso solo verso la fine del 2027 e a condizione che la politica monetaria diventi più restrittiva. È una formulazione che tiene esplicitamente aperta l'opzione di un ulteriore rialzo a settembre e che sposta il peso della decisione sui dati energetici: la Banca ha dichiarato di monitorare non solo il greggio ma anche i crack spread di raffinazione e i prezzi del gas, che sono i canali attraverso cui uno shock petrolifero arriva davvero al consumatore europeo. Sul ciclo, la valutazione ufficiale è di un miglioramento dell'attività nel secondo trimestre, con i servizi che hanno parzialmente recuperato e il manifatturiero che ha tenuto nonostante il vento contrario del conflitto in Medio Oriente, ma gli indicatori anticipatori indicano una crescita che resta modesta nel breve. La disoccupazione era al 6,2% a maggio. Il decennale tedesco ha chiuso giugno al 2,97%, in calo dal 3,05% di maggio, un movimento che va contro quello dei Treasury e che riflette una BCE percepita come più vicina alla fine del ciclo rispetto alla Fed. La stima flash del PIL del secondo trimestre esce il 30 luglio e verrà aggiornata il 14 agosto.

Tasso deposito BCE
2.25%
Invariato il 23 lug
Rifinanziamento
2.40%
Marginale: 2,65%
HICP a/a (Giu)
2.8%
Prec: 3,2%
Core a/a (Giu)
2.4%
Prec: 2,6%
Energia a/a
8.5%
Prec: 10,8%
Alimentari a/a
1.5%
Prec: 1,9%
Disoccupazione (Mag)
6.2%
Fonte BCE
Bund 10Y (Giu)
2.97%
Mag: 3,05%
HICP flash Lug
31 lug
Primo test del greggio
PIL Q2 flash
30 lug
Rev. 14 ago
🇬🇧
Regno Unito
CPI al minimo da 15 mesi ma servizi al 3,6%: la BoE resta bloccata con due falchi già in dissenso

Il dato britannico del 22 luglio è il più incoraggiante da oltre un anno, ma va letto per componenti perché la testa e il corpo dell'inflazione stanno andando in direzioni diverse. Il CPI di giugno è scivolato al 2,6% annuo dal 2,8% di maggio, il livello più basso da marzo 2025, e il CPIH si è fermato al 2,8%. Il motore della discesa è tutto nei trasporti, decelerati dal 6,8% al 5,7%: il diesel medio è calato di 10,7 penny al litro fra maggio e giugno arrivando a 176,4 penny, la benzina di 2,1 penny a 155,3. Gli alimentari hanno contribuito con un rallentamento dal 2,2% all'1,7%, il minimo da agosto 2024, trascinato da zucchero, marmellate, sciroppi e cioccolato. Il problema è che entrambi i motori della disinflazione sono componenti volatili e almeno uno, i carburanti, è già stato ribaltato dal balzo del greggio della settimana successiva alla pubblicazione. Sotto la superficie l'inflazione dei servizi resta al 3,6% e il core al 2,6%: è la parte persistente, quella legata a salari e affitti, ed è la ragione per cui il Monetary Policy Committee non può accelerare sui tagli anche in presenza di un headline vicino al target. La riunione del 30 luglio arriva quindi con un mandato ambiguo. Il mercato prezza un mantenimento del Bank Rate al 3,75% con probabilità intorno all'86% e un rialzo a 4,00% al 14%, ma il precedente conta: nella riunione conclusa il 17 giugno il voto è stato 7-2, con due membri che chiedevano già allora un rialzo di 25 punti base. Con il petrolio sopra i 100 dollari quei due voti sono la posizione più difendibile, non la più eccentrica, e un CPI headline in discesa non basta a spostare chi guarda ai servizi. Sul fronte reale il quadro è meno solido: il tasso di disoccupazione è risalito al 5,0% nel dato di febbraio, l'ultimo confrontabile della serie, con il numero di disoccupati a 1,806 milioni in aumento dal mese precedente. Il decennale ha chiuso giugno al 4,80%, in calo dal 4,94% di maggio. Per la sterlina il punto di attenzione è la reazione al comunicato del 30: un mantenimento con voto ancora spaccato, o con un terzo falco, sarebbe più rialzista per il cambio della decisione in sé.

Bank Rate
3.75%
Decisione: 30 lug
CPI a/a (Giu)
2.6%
Prec: 2,8%
Core a/a (Giu)
2.6%
CPIH: 2,8%
Servizi a/a
3.6%
La parte persistente
Trasporti a/a
5.7%
Prec: 6,8%
Alimentari a/a
1.7%
Min. da ago 2024
Voto MPC giugno
7-2
2 per +25bp
Prob. hold 30 lug
~86%
Rialzo: ~14%
Disoccupazione (Feb)
5.0%
1,806 mln
Gilt 10Y (Giu)
4.80%
Mag: 4,94%
🌏
Asia · Giappone, Cina, Australia
Cina al minimo da tre anni con immobiliare a -18%, yen ai livelli del 1986 nonostante la BOJ all'1%

Il blocco asiatico presenta i due problemi strutturali più grandi del quadro globale. La Cina ha pubblicato il 15 luglio un PIL del secondo trimestre a +4,3% annuo contro un consenso di +4,5%, il ritmo più lento da tre anni e in decelerazione dal +5,0% del primo trimestre. Il semestre chiude a +4,7%, tecnicamente dentro l'obiettivo ufficiale del 4,5-5%, ma la composizione è il vero problema: gli investimenti fissi sono scesi del 5,7% nel primo semestre contro un calo atteso del 4,9%, e l'immobiliare ha perso il 18%. Un'economia che cresce al 4,3% con l'edilizia in contrazione a doppia cifra sta sostituendo domanda interna con produzione per l'export, ed è esattamente quello che si vede nei dati mensili di giugno: la produzione industriale ha battuto le attese a +5,3% annuo contro +4,7%, mentre le vendite al dettaglio sono risalite di appena l'1,0% dopo il -0,6% di maggio. La disoccupazione urbana è al 5,0%. Per le commodity e per le valute correlate il messaggio è ambivalente: la domanda industriale tiene, quella finale no, e questo mantiene sotto pressione dollaro australiano e neozelandese, con l'AUD/USD intorno a 0,6985 e lo yuan a 6,776 per dollaro. Il Giappone racconta il caso opposto: una banca centrale che ha finalmente normalizzato e una valuta che non ne beneficia. La BOJ ha alzato il tasso di riferimento all'1,00% il 16 giugno, il livello più alto dal 1995, e il CPI di giugno pubblicato il 24 luglio è risalito all'1,7% annuo dall'1,5%, con il core all'1,6% dall'1,4%, il valore più alto da dicembre. La risalita è arrivata dal petrolio, non dalla domanda interna, e questo è il nodo per la riunione del 30-31 luglio: la BOJ è attesa ferma, con una probabile revisione al rialzo delle stime di crescita nel rapporto trimestrale grazie alla domanda globale legata all'intelligenza artificiale, ma non ha argomenti per stringere di nuovo su un'inflazione ancora sotto il target del 2% e generata da un canale che non controlla. Il risultato è che lo yen ha rotto quota 163 contro dollaro il 22 luglio, ai livelli del 1986, dopo aver passato la maggior parte di luglio sopra 162, che diversi operatori considerano la soglia di intervento delle autorità di Tokyo. Il meccanismo è aritmetico: con il due anni americano al 4,37% e il tasso giapponese all'1,00%, il differenziale resta abbastanza ampio da rendere il carry trade profittevole nonostante il rialzo di giugno. Il rischio da monitorare è un intervento verbale o effettivo del Ministero delle Finanze, che storicamente produce movimenti violenti e un parziale smontaggio delle posizioni corte sullo yen, con effetti che si propagano alla volatilità globale.

Tasso BOJ
1.00%
Rialzo il 16 giu
CPI Giappone (Giu)
1.7%
Prec: 1,5%
Core Giappone
1.6%
Prec: 1,4%
USD/JPY
oltre 163
Livelli del 1986
JGB 10Y (Giu)
2.67%
Mag: 2,65%
PIL Cina Q2
+4.3%
Atteso +4,5%
Cina primo semestre
+4.7%
Target 4,5-5%
Prod. ind. Cina (Giu)
+5.3%
Atteso +4,7%
Vendite dettaglio Cina
+1.0%
Mag: -0,6%
Immobiliare Cina H1
-18%
Inv. fissi: -5,7%
AUD/USD
0.6985
USD/CNY: 6,776
Disoc. urbana Cina
5.0%
Giugno
Fonti: BLS, BEA, Census Bureau, ISM, Federal Reserve, Eurostat, BCE, ONS, Bank of England, Bank of Japan, NBS Cina, FRED St. Louis Fed. Ogni data di pubblicazione è stata verificata sul calendario ufficiale dell'ente emittente. Dati aggiornati al 24 luglio 2026.
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Guida all'Utilizzo
Macro Report · SPFINANCE
Cos'è il Macro Report

Il Macro Report è una sintesi editoriale del contesto macroeconomico e dei mercati finanziari, pubblicata con frequenza settimanale, mensile e trimestrale. È pensato per darti una visione d'insieme su cui costruire il tuo posizionamento.

Leggi prima il Settimanale per il contesto di breve, poi passa al Mensile per il quadro intermedio. Il Trimestrale serve per capire il trend dominante.
Le 4 Sezioni
Dati Macro · calendario degli eventi macro della settimana (corrente e precedente, con frecce per scorrere avanti/indietro), filtrabile per Paese e per Impatto (Alto/Medio/Basso), più un'analisi narrativa della settimana con i segnali chiave.
Mensile · sintesi editoriale del mese, KPI dei principali Paesi, tabella di tutte le release pubblicate e come il mese si è tradotto nei prezzi (tassi, cambi, azionario).
Trimestrale · i temi macro dominanti del trimestre, la matrice comparativa dei Paesi principali, outlook e scenari per il trimestre successivo.
Analisi Regionale · approfondimento per area geografica (Stati Uniti, Eurozona, Regno Unito, Asia) · clicca su un'area per aprirla.
Il Calendario nella Sezione Dati Macro

Ogni evento del calendario mostra:

Data · quando è uscito o uscirà il dato.
Paese · bandiera e filtro dedicato (Tutti/USA/Eurozona/UK/Japan/China).
Impatto · pallino colorato e filtro Alto (rosso) / Medio (ambra) / Basso (verde), in base alla rilevanza storica.
Effettivo / Consensus / Precedente · quando disponibili, per capire subito se il dato ha battuto o mancato le attese.
Evita di avere posizioni aperte sui mercati coinvolti nelle ore immediatamente precedenti eventi ad alto impatto, specialmente NFP e decisioni Fed/BCE.
Come Leggere il Report
Analisi narrativa · testo editoriale che spiega il "perché" degli eventi, non solo il "cosa".
Tabelle e dati · metriche numeriche per FX, indici, tassi, commodities con variazione percentuale.
Implicazioni operative · conclusioni pratiche su dove guardare e cosa monitorare.
Il Macro Report è contenuto editoriale formativo. Non è una raccomandazione di investimento.